Un sentito grazie a tutti voi che state leggendo questo articolo. Dopo 15 anni di carriera come UX designer, ho fatto praticamente tutti gli errori possibili e immaginabili. E siccome sono un tipo generoso, ho deciso di condividere le mie figuracce così potete evitare di farle anche voi.
1. Pensare che Dribbble fosse UX Design
Dai, lo ammetto: anch’io sono caduto nella trappola di Dribbble. Sai di cosa parlo, vero? Quella specie di concorso di bellezza dove tutti postano interfacce bellissime, con colori perfetti e composizioni da urlo. Il problema? La UX non è un concorso di bellezza, cazzo.
È come quando scrolli Instagram e vedi solo vacanze perfette mentre tu sei in ufficio con la faccia da zombie. La realtà è che il tuo lavoro deve funzionare per gli utenti, non vincere Oscar del design. Fai prima il tuo lavoro come si deve – accessibilità, usabilità, tutto quello che serve – e POI, se proprio vuoi, fai la versione bella per Dribbble.
2. Saltare la User Research
Questa è una cazzata che faccio ancora oggi, figurati. L’ultima volta? Ero convintissimo di sapere esattamente cosa volessero gli utenti per una nuova feature. “Ma sì, li conosco, so cosa gli serve!” Risultato? Il team ha insistito per fare ricerca utente e indovina un po’? Ero completamente fuori strada.
Non importa quanto pensi di conoscere i tuoi utenti: la ricerca va fatta. Sempre. Non deve essere chissà che cosa – anche un semplice sondaggio su Instagram può bastare. Ma per l’amor del cielo, FALLA.
3. Costruire l’Intero Prodotto Invece del MVP
Questa è da Oscar della stupidità. Hai presente quando hai questa idea GENIALE e vuoi subito costruire la versione definitiva con tutti i fronzoli possibili? Ecco, non farlo. Mai.
Parti con il minimo indispensabile – quello che in gergo chiamiamo MVP (Minimum Viable Product). Perché? Perché nove volte su dieci quello che pensi sia “esattamente quello che vogliono gli utenti” in realtà non lo è per niente. Meglio scoprirlo dopo una settimana di lavoro che dopo sei mesi, non credi?
4. Non Avere un Design System
Questa è come andare a fare la spesa senza lista: finisci per comprare un sacco di roba a caso che non si abbina. Stessa cosa nel design: senza un design system, finisci per avere font diversi, colori che non matchano, e componenti che sembrano venire da progetti diversi.
Il design system non è roba da fighetti della Silicon Valley – è quello che ti salva il culo quando devi mantenere consistenza tra diverse parti del prodotto. Fidati.
5. Non Chiedere “Perché?”
Questa è da manuale del designer idiota (io nei primi anni). Ti arriva il PM che dice “Ci serve un pop-up per le email” e tu, come un bravo soldatino, lo fai. Risultato? Il pop-up funziona alla perfezione ma ammazza le conversioni della pagina.
Devi essere una macchina del “perché?”. Perché serve questo pop-up? Qual è il vero problema che stiamo cercando di risolvere? Spesso scoprirai che ci sono soluzioni migliori che nessuno aveva considerato.
6. Non Testare
“Ma sì, è intuitivo, non serve testarlo”. Quante volte l’ho pensato? E quante volte mi sono dovuto mangiare queste parole?
Il testing non deve essere sta cosa mega complicata. Prendi il tuo collega, dagli il prototipo e guardalo mentre cerca di usarlo. Ti garantisco che scoprirai almeno tre cose che pensavi fossero “intuitive” ma non lo sono per niente.
7. Dimenticarsi dell’Accessibilità
Ultimo ma non ultimo: progettare come se tutti gli utenti fossero come te. Giovane, con vista perfetta e coordinazione da chirurgo. Spoiler: non lo sono.
L’accessibilità non è un optional o una cosa da fare “se avanza tempo”. È fondamentale. E non solo perché è la cosa giusta da fare, ma anche perché Google ti premia nel ranking se il tuo sito è accessibile. Due piccioni con una fava, no?
Conclusione
Se stai iniziando ora come UX designer, probabilmente farai comunque qualcuna di queste cazzate. È normale, fa parte del processo. L’importante è imparare e migliorare. E magari, quando le avrai fatte tutte, potrai scrivere anche tu un articolo per sfottere te stesso come ho fatto io.

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