Come rovinarti la vita dopo il lavoro (una guida pratica)

Ok gente, parliamo di come arriviamo al lavoro già esausti prima ancora di iniziare. No, non è colpa del caffè scadente della macchinetta, né del traffico, né di Mercurio retrogrado. È colpa nostra, e delle nostre abitudini del cazzo dopo il lavoro che ci stanno lentamente trasformando in zombie con un contratto a tempo indeterminato. E io ci sono dentro fino al collo. Ok, ammissione fatta, continuiamo a parlare di questa geniale abitudine che ci siamo inventati per illuderci di essere padroni delle nostre giornate.

La Grande Illusione del “Mi Rilasso un Attimo”

Sapete quella sensazione quando tornate a casa dopo otto ore di riunioni inutili e l’unica cosa che volete fare è buttarvi sul divano? Ecco, è lì che inizia il problema. Perché quello che chiamiamo “relax” è in realtà un cocktail micidiale di cattive abitudini che ci sta lentamente friggendo il cervello.

Pensateci: passiamo otto ore a fissare uno schermo al lavoro, poi torniamo a casa e… fissiamo altri schermi. Il telefono, il tablet, la TV, magari tutti insieme perché siamo overachiever anche nel rovinarci la vista. Sette ore al giorno di screen time in media. SETTE. È più tempo di quanto passiamo a dormire, mangiare o fare qualsiasi altra cosa che richieda effettivamente un cervello funzionante.

La Vendetta del Tempo Libero

Ma il vero capolavoro lo facciamo la sera. Si chiama “revenge bedtime procrastination”, che è un modo fighetto per dire che ci vendichiamo della giornata di merda restando svegli fino a tardi per avere del “tempo per noi”. È come dire “ti odio, capo” restando svegli fino alle 3 di notte a guardare video di gatti. Spoiler: l’unico che ci rimette sei tu, e i gatti se ne fregano.

E non è solo una questione di sonno. È questo ciclo infinito di sedentarietà che ci sta trasformando in mobili umani. Otto ore seduti al lavoro, poi altre sei sul divano. La tua sedia ha iniziato a considerarti parte dell’arredamento e probabilmente ti ha anche dato un nome.

La Soluzione Che Non Vogliamo Sentire

Le aziende stanno cercando di risolvere il problema con cose come gli “inner work days” – che è un modo pretenzioso per dire “per favore, prendetevi un giorno per non impazzire”. Alcune offrono persino benefit appositi e tempo libero pagato per andare in palestra, come se non sapessero che useremo quel tempo per guardare un’altra stagione di una serie TV mediocre.

Un Raggio di Speranza (Per Chi Ha Ancora la Forza di Provarci)

Ok, parliamo di questa fantomatica routine serale che tutti predicano ma nessuno fa. No, non parlo di quella roba da influencer wellness che ti dice di bere acqua di luna piena mentre fai yoga su un tappetino da 300€.

La Routine Che Non Fa Schifo™

Prima di tutto, dimentichiamoci l’idea della “routine perfetta”. Non esiste, come non esiste il pranzo della domenica dove nessuno litiga. Ma possiamo creare qualcosa che funzioni davvero:

La Transizione (O Come Dire “Vaffanculo” al Lavoro Con Classe)
Appena torni a casa, invece di buttarti sul divano come un sacco di patate, prova a fare quello che chiamo il “rituale di decontaminazione”:

  • Cambiati i vestiti (quelli da lavoro portano ancora l’energia delle riunioni inutili)
  • Fai una doccia se riesci (l’acqua si porta via anche i commenti passivo-aggressivi dei colleghi)
  • Fai una passeggiata di 10 minuti (sì, anche se abiti al primo piano)

Il Momento “Questo È Per Me” (Non È Una Fase New Age)
Invece di passare la serata a scrollare tra 47 app diverse, scegli UN’ATTIVITÀ. Una sola. Che sia:

  • Leggere un libro (sì, quelli di carta esistono ancora)
  • Cucinare qualcosa che non sia surgelato
  • Fare esercizio (anche solo 15 minuti di stretching mentre guardi fuori dalla finestra)
  • Un hobby che non coinvolga schermi (tipo quel puzzle che hai comprato nel 2020 e non hai mai iniziato)

Il Wind-Down (O Come Andare A Letto Senza Odiare La Vita)
L’ultima ora prima di dormire è sacra. Come il caffè del mattino, ma al contrario. Devi:

  • Mettere il telefono in modalità aereo (o meglio, in un’altra stanza, possibilmente chiuso in una cassaforte)
  • Abbassare le luci (il tuo cervello deve capire che è ora di dormire, non di rivedere tutto Black Mirror)
  • Fare qualcosa di rilassante che non coinvolga schermi (leggere, scarabocchiare, meditare, o semplicemente fissare il vuoto pensando alle scelte di vita che ti hanno portato qui)

Il Segreto È la Costanza (LOL)

La parte difficile non è iniziare – quello lo sappiamo fare tutti, tipo le diete il lunedì. Il difficile è mantenere questa routine per più di due giorni di fila. Come?

Inizia piccolo. Tipo, microscopico:

  • Prima settimana: solo il “rituale di decontaminazione”
  • Seconda settimana: aggiungi il momento “questo è per me”
  • Terza settimana: prova il wind-down completo

E ricorda: l’obiettivo non è diventare un monaco tibetano o un influencer wellness. L’obiettivo è svegliarti la mattina senza voler uccidere il mondo intero.

Se fallisci (spoiler: succederà), non è la fine del mondo. La routine perfetta non esiste, esiste quella che riesci a mantenere senza odiarti. Anche se significa solo mettere il telefono in un’altra stanza mezz’ora prima di dormire. Ehi, è comunque meglio che addormentarsi con la faccia sulla tastiera mentre guardi l’ennesimo video di ricette che non cucinerai mai.

La Dura Verità

Le tue abitudini post-lavoro sono probabilmente più tossiche della macchinetta del caffè dell’ufficio. Ma ehi, almeno ora sai perché ti svegli più stanco di quando sei andato a dormire. E sapere è metà dell’opera. L’altra metà è fare effettivamente qualcosa al riguardo, ma quello è un problema per il te del futuro.

P.S. Se stai leggendo questo articolo a mezzanotte sul telefono mentre pensi “dovrei proprio andare a dormire”, congratulazioni: sei parte del problema. Ma tranquillo, lo siamo tutti.

Autore:

/

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *