Ah, il Gill Sans. Il font più british che ci sia, quello che ti fa venire voglia di bere il tè con il mignolo alzato mentre leggi le notizie sulla BBC. Un carattere tipografico talmente perfetto e rassicurante che persino la Chiesa d’Inghilterra lo ha adottato. E qui arriva la prima, gigantesca ironia della storia, visto quello che scoprirete tra poco sul suo creatore.
Ma andiamo con ordine. Il Gill Sans è uno di quei font che urlano “affidabilità” come un commercialista in completo grigio. Negli anni è stato usato dalla BBC, per le iconiche copertine arancioni della Penguin Books e per i manifesti delle Ferrovie Britanniche (LNER). Praticamente qualunque cosa rappresentasse l’establishment britannico ha pensato: “Ehi, questo font è proprio come noi: sobrio, decoroso e timidamente fiero”. Ma da dove nasce tutta questa compostezza? Il segreto è nel suo DNA. Eric Gill lo disegnò ispirandosi all’eleganza delle epigrafi romane classiche (guardate la perfezione della ‘R’ maiuscola) e al lavoro del suo maestro Edward Johnston, l’uomo che aveva da poco creato il font per la metropolitana di Londra. Insomma, il Gill Sans è un carattere intrinsecamente affidabile, privo di fronzoli e uniformemente pratico. Il McDonald’s della tipografia, ma in senso buono e con la bombetta.

Il plot twist che non ti aspetti
E qui arriva la parte divertente (si fa per dire). Mentre il suo font era l’equivalente tipografico di un inappuntabile maggiordomo inglese, Eric Gill, il suo creatore, era… come dire… leggermente più controverso. E quando dico “leggermente più controverso” intendo “probabilmente il peggior biglietto da visita possibile per un font usato dalla Chiesa”.
Nel 1989 la biografa Fiona MacCarthy scandalizzò il mondo del design: pubblicò una biografia di Gill basata sui suoi diari personali, rivelando un lato oscuro inimmaginabile. Il tipo andava in giro con un grembiule lungo fino ai piedi (e fin qui, de gustibus), ma è quello che c’è nei suoi diari a far rabbrividire: abusi sulle figlie, relazioni incestuose con la sorella, e persino zoofilia verso il suo povero cane. Sì, avete letto bene. E no, non approfondiremo oltre.
L’ironia della sorte
Fermiamoci un attimo: la gravità dei crimini di Gill è da voltastomaco e non c’è assolutamente nulla su cui scherzare. Ma, superato lo shock iniziale, è impossibile non notare un cortocircuito storico a dir poco grottesco.
Questo carattere tipografico, partorito da una persona con una vita privata a dir poco mostruosa, è diventato il simbolo dell’establishment britannico più puritano. È come se il tuo zio più rispettabile, quello che va in chiesa tutte le domeniche e si scandalizza se qualcuno dice una parolaccia, scoprisse che il suo completo su misura preferito è stato disegnato da un serial killer.
Gill ha persino scritto un saggio sulla tipografia che è “un trattato dedicato agli effetti della meccanizzazione sulla purezza dell’anima”. Sì, avete letto di nuovo bene. La purezza dell’anima. A questo punto immagino che anche voi stiate alzando un sopracciglio come farebbe Dwayne Johnson o almeno Carlo Ancelotti.
Separare l’arte dall’artista (per fortuna)
Per nostra fortuna, il Gill Sans è riuscito a fare quello che molti figli di genitori disastrosi sognano: essere molto meglio del suo creatore. È diventato un carattere “estremamente versatile, accuratamente strutturato per la riproduzione di massa” – praticamente l’esatto opposto di Gill, che di “accuratamente strutturato” (e sano di mente) non aveva proprio nulla.
Nel 1940, quando Gill morì, il suo carattere stava iniziando ad apparire sugli avvisi del Ministero dell’Informazione riguardo ai blackout e al reclutamento della Milizia territoriale. Immaginate l’ironia: un font creato da una mente così perversa che viene usato per comunicazioni ufficiali per tenere unito un Paese in tempo di guerra. È come se il tuo gatto, quello che di giorno ti distrugge i mobili e ti sveglia alle 5 del mattino, di notte andasse a fare volontariato per i gattini randagi.
La morale della storia
Se c’è una lezione da imparare qui è che, a volte, le creazioni possono davvero volare più in alto di chi le ha concepite. Il Gill Sans è riuscito a diventare l’equivalente tipografico di un lord inglese nonostante il suo creatore fosse più simile al protagonista di una docuserie vietata ai minori.
Per fortuna, qualcuno ha reso giustizia alla faccenda con il giusto cinismo. Nel 1991, il designer americano Barry Deck ha creato un carattere brutale e illegibile chiamandolo “Canicopulus” come tributo sarcastico a Gill. Un nome che deriva dall’unione delle parole latine canis (cane) e copula (accoppiamento), a perenne memoria dei suoi crimini contro i poveri animali. E onestamente, dopo quanto emerso dalla biografia, viene da pensare che Deck sia stato fin troppo gentile.
P.S. Se dopo aver letto questo articolo guarderete i libri della Penguin o il vecchio logo della BBC con occhi diversi, non preoccupatevi: il font ha fatto un ottimo lavoro di riabilitazione. È come un ragazzo che, nonostante i pessimi esempi in famiglia, è cresciuto benissimo. Capita, ogni tanto.

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