C’è un momento nella vita di ogni web designer in cui guarda il suo sito desktop appena completato – con quelle animazioni da Blade Runner, quella tipografia che farebbe piangere Helvetica di gioia, quelle transizioni che manco Nolan nei suoi sogni – e poi lo apre su mobile.
E muore un po’ dentro.
La grande bugia del nostro settore
Tutti i corsi di web design, tutti i blog di settore, tutti gli UX designer con il cappellino da baseball e il MacBook Pro ti martellano il cervello con lo stesso mantra: “Mobile first! Mobile first! MOBILE FIRST!”. Come se fosse una specie di preghiera buddista che se la ripeti abbastanza volte raggiungi l’illuminazione digitale.
E hanno ragione, tecnicamente. I numeri sono lì, impietosi come la bilancia dopo le feste: il traffico mobile ha raggiunto il 62% a livello globale nel 2025. In pratica, quasi due visitatori su tre stanno guardando il tuo sito mentre aspettano il tram, mentre sono in fila alle poste, mentre fingono di ascoltare il loro capo in riunione.
Ma ecco il plot twist che nessuno ha il coraggio di ammettere: progettare mobile first fa cagare.
Perché i designer odiano il mobile first (e perché hanno ragione)
Un articolo su Design Shack lo ha detto meglio di come potrei mai fare io: “Il mobile-first design è molto più formulaico che creativo, il che è un grosso deterrente per molti web designer”. Tradotto dal linguaggio diplomatico: è noioso come un aperitivo analcolico.
E sapete perché? Perché su mobile siamo tutti uguiali. Hamburger menu in alto a destra, contenuti in colonna singola, bottoni grossi come il rimpianto di aver studiato graphic design invece di fare l’idraulico. È come se tutti i siti mobile fossero usciti dalla stessa catena di montaggio, tipo le IKEA del web design. Funzionano? Sì. Sono emozionanti? Come un modello 730.
Il designer che progetta desktop si sente come Picasso davanti a una tela bianca infinita. Può giocare con griglie asimmetriche, hover effects che sembrano magia, layout che sfidano la gravità, immagini hero che occupano tutto lo schermo come il tuo coinquilino sul divano la domenica.
Il designer che progetta mobile first si sente come un prigioniero in una cella di 375 pixel di larghezza, con la creatività in isolamento.
La prova del nove: guardate i siti premiati
Volete la dimostrazione empirica? Prendete i siti che vincono gli Awwwards. Quelli che fanno dire “wow” a designer di mezzo mondo. Quei templi della creatività digitale che ci fanno sentire tutti come dei dilettanti.
Apriteli su mobile.
Esatto. Quello che su desktop sembrava un’esperienza immersiva da museo d’arte contemporanea, su mobile diventa… un sito. Normale. Funzionale. Noioso.
E non è colpa dei designer – sono tra i migliori al mondo. È che su mobile non c’è spazio per i fuochi d’artificio. È fisica, non incapacità. È come chiedere a Michelangelo di dipingere la Cappella Sistina su un Post-it.
Stessa cosa con i template di Themeforest. Sai quei temi da 60 dollari con le preview che sembrano uscite dal portfolio di un’agenzia di Manhattan? Bellissimi su desktop. Su mobile? Generic Template #47293.
Persino Elementor, che è tipo il coltellino svizzero di chi costruisce siti WordPress, ti dà due opzioni in croce per i menù mobile: slide-in laterale o dropdown. Fine. Stop. Arrivederci e grazie. Stiamo parlando di uno strumento che ti permette di personalizzare qualsiasi cosa fino alla follia – praticamente un Figma che ti fa pubblicare direttamente i siti (male, ma li pubblica) – e quando arrivi al mobile alza le mani come un arbitro e dice “arrangiati”. Se neanche loro sanno cosa proporti per rendere il mobile meno deprimente, forse il problema non siamo noi.
Il paradosso del web moderno
E qui arriviamo al paradosso che ci fa impazzire tutti. Da una parte sappiamo che:
- Il 62% del traffico è mobile
- Google usa il mobile-first indexing dal 2019
- Il 73% degli acquisti e-commerce avviene da smartphone
- L’utente medio passa quasi 5 ore al giorno sul telefono
Dall’altra sappiamo che:
- I siti mobile sono tutti uguali
- Non c’è spazio per la creatività
- Le animazioni fighe non funzionano
- Gli hover effects non esistono (perché il dito non hovera, tocca)
- Le griglie complesse diventano colonne tristi
È come sapere che dovresti mangiare più verdure mentre il tuo cuore batte per la pizza.
La verità che devi accettare
Ok, momento di brutale onestà: il tuo sito mobile farà cagare. Non “farà schifo”, non “sarà mediocre” – farà proprio cagare se lo paragoni alla versione desktop che avevi in mente.
E va bene così.
La creatività non sta nel fare cose belle su mobile – sta nel fare cose che funzionano su mobile e che poi esplodono su desktop. Come un film che inizia in bianco e nero e poi passa al colore. Come Thor che all’inizio sembra un tizio con un martello e poi diventa il dio del tuono.
Il punto è: smettila di progettare il desktop dei tuoi sogni e poi cercare di farlo entrare in uno schermo da 6 pollici come Cenerentola che prova a infilarsi nella scarpetta della sorellastra. Parti dal mobile, accetta che sarà funzionale ma non spettacolare, e poi usa tutto quello spazio extra su desktop per compensare la frustrazione repressa.
Come sopravvivere al mobile first senza impazzire
Primo: accetta i limiti come opportunità. Sì, suona come una di quelle frasi motivazionali che trovi sui profili LinkedIn dei life coach. Ma è vera. I limiti ti costringono a capire cosa conta davvero. Se hai solo 375 pixel, non puoi permetterti cazzate decorative. È design darwiniano: sopravvive solo l’essenziale.
Secondo: tieni il desktop come ricompensa. Tipo quando finisci le verdure e poi ti meriti il dolce. Progetta mobile first soffrendo in silenzio, poi sfogati su desktop con tutto quello che hai represso. Le animazioni. I parallax. Gli effetti che fanno “oooh”. È una terapia.
Terzo: smetti di guardare i siti degli altri su desktop. Aprili sempre prima su mobile. Ti renderai conto che anche i grandi fanno schifo su schermo piccolo, e ti sentirai meno solo nella tua mediocrità mobile.
La morale della favola
Il mobile first non è sexy. Non vincerai mai un premio per il tuo layout mobile. Nessuno guarderà il tuo hamburger menu e dirà “che genio”.
Ma sai cosa? Il 62% delle persone che visiteranno il tuo sito lo vedranno così. E se il sito funziona, se carica veloce, se possono trovare quello che cercano senza bestemmiare, hai fatto il tuo lavoro.
La creatività? Quella la tieni per desktop. Per quel 38% di fortunati che hanno ancora la pazienza di aprire un laptop.
E se qualcuno della UX Police vuole venire ad arrestarmi per aver detto che il mobile first è noioso, che venga pure. Tanto lo sappiamo tutti che è vero. Solo che nessuno ha mai avuto il coraggio di dirlo ad alta voce.
Fino ad ora.
P.S. Se questo articolo ti ha fatto venire voglia di progettare il desktop prima del mobile “solo questa volta, giuro”, non preoccuparti: siamo tutti nella stessa barca. Una barca che galleggia su un oceano di hamburger menu identici e colonne singole infinite. Almeno affogheremo insieme, con stile.

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