Ehi tu, sì proprio tu che hai 132 progetti completati da mesi e ancora non li hai messi nel portfolio. Non vergognarti, siamo tutti nella stessa barca. Aggiornare il portfolio è come fare il cambio stagione del guardaroba: sai che devi farlo, rimandi fino all’ultimo, e quando finalmente ti decidi ti ritrovi sommerso da roba che non ricordavi nemmeno di avere.
Ma perché odiamo così tanto questa attività? Semplice: dopo aver passato settimane a perfezionare ogni pixel di un progetto, l’ultima cosa che vogliamo fare è riaprire tutti quei file per ridimensionarli, riorganizzarli e presentarli in modo decente. È come quando finisci di mangiare e devi lavare i piatti – tecnicamente fa parte del processo, ma qualcuno ha veramente voglia di farlo?
La triste verità sui case study
“Beh dai, basta caricare gli screenshot finali e via”, penserai tu, ingenuo designer pieno di speranza. AHAHAHAH. No.
Ormai i case study sono come i panettoni: iniziano a comparire sempre prima e sono sempre più elaborati. Non puoi più limitarti a mostrare il risultato finale, devi raccontare tutto il processo, dall’idea iniziale scarabocchiata su un tovagliolo al wireframe fatto alle 3 di notte sotto effetto di RedBull. Se sei un designer con il maniacale senso di competizione come me, sarai così condizionato dagli spettacolari portfolio di altre agenzie e creativi che il tuo ti sembrerà sempre imbarazzantemente povero. Questo non aiuta.
Come rendere questa tortura un po’ meno torturante
1. Accetta che non sei solo
Prima di tutto, sappi che là fuori ci sono migliaia di designer che, proprio come te, hanno una cartella sul desktop chiamata “portfolio_da_aggiornare_URGENTE_2020” (e siamo nel 2024).
2. Organizza le tue cartelle (sì, devi proprio farlo)
Lo so che preferiresti pulire il filtro della lavatrice, ma devi mettere ordine. Creati una struttura di cartelle che sia più organizzata della tua vita sentimentale:
- Progetti
- Portfolio_assets (dove butterai dentro roba mentre lavori)
- Template_vari
- Mockup_che_non_userò_mai
- Bozze_vergognose
- Versione_finale
- Versione_finale_davvero
- Versione_finale_giuro
3. Integra questa rottura nel tuo processo di design
Invece di aspettare che il progetto sia finito, morto e sepolto, cerca di raccogliere materiale mentre ci lavori. È come fare le foto durante una vacanza invece di aspettare l’ultimo giorno per poi renderti conto che hai solo selfie sfocati.
4. Documenta tutto (anche i disastri)
- Salva gli sketch iniziali (anche quelli brutti)
- Fai screenshot dei wireframe
- Conserva le versioni intermedie
- Tieni traccia dei feedback del cliente (specialmente quelli assurdi)
- Fotografa la lavagna dopo i brainstorming
- Conserva le mail passive-aggressive del project manager
5. Scrivi una prima bozza, anche se fa schifo
Non cercare di essere poetico. Scrivi come parleresti dopo 48 ore di lavoro ininterrotto. Qualcosa tipo:
“Il cliente voleva un sito moderno ma non troppo, innovativo ma familiare, minimalista ma pieno di contenuti. Abbiamo fatto del nostro meglio per gestire questa schizofrenia creativa.” Sarà sempre una prima traccia da cui partire. Potresti anche farti aiutare da una AI poi. Magari gli dai in pasto tutto: png, file di testo e lui ti fa una traccia di come potresti impostare la presentazione. Lo so, al 90% sarà una merda. Però in questi casi conta più cominciare che non finire.
6. Fai un controllo ortografico
Perché “esperienza utente immersifa” non fa proprio un bell’effetto nel portfolio. Sappiamo tutti che dopo ore passate a scrivere del tuo “approccio olistico al design centrato sull’utente”, le parole iniziano a perdere di senso. Ed è qui che la tecnologia viene in nostro soccorso:
- Grammarly: Il classicone che ti evita figure barbine. La versione gratuita è più che sufficiente per non sembrare un analfabeta funzionale.
- ChatGPT & i suoi amici: Dagli il tuo testo scritto alle 3 di notte e chiedigli di renderlo professionale. È come avere un editor personale che non ti giudica (almeno non troppo).
- Hemingway Editor: Ti dice quando stai scrivendo frasi più lunghe e contorte di un contratto assicurativo. Se ti segna tutto in rosso, forse è il momento di fare una pausa.
Pro tip: fai leggere i tuoi testi a qualcuno che non sa nulla di design. Se riesce a capire cosa hai fatto senza addormentarsi o chiamare un esorcista, sei sulla strada giusta.
7. Carica tutto (e prega)
Alla fine dovrai sederti e caricare tutto. Mettiti il timer, stacca internet dal telefono, e promettiti una ricompensa alla fine. Un drink, una pizza, una settimana ai Caraibi – quello che serve per motivarti.
La morale della favola
Il segreto è fare piccoli passi invece di aspettare di avere davanti 8 ore libere per aggiornare tutto (spoiler: non le avrai mai). È come fare la dieta: meglio mangiare un po’ meno ogni giorno che digiunare per una settimana e poi abbuffarsi di nutella.
P.S. Se stai leggendo questo articolo invece di aggiornare il tuo portfolio, ti capisco profondamente. Ma ora chiudi questa tab e vai ad aprire Illustrator. O almeno crea quella cartella “portfolio_2024_questa_volta_lo_faccio_davvero”.

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