Cari amici di questo blog, oggi parliamo di una verità scomoda che nessuno vi dirà mai, un po’ come quando nessuno vi dice che quella camicia a righe orizzontali vi fa sembrare il cugino obeso di Winnie the Pooh: i vostri notebook hanno bisogno di manutenzione. E no, non parlo di quella pulizia amatoriale che fate una volta all’anno cancellando la cronologia e passando una salviettina sulla tastiera piena di briciole di Fonzies.
Sto parlando di roba seria, quella che salva la vita del vostro fedele compagno tecnologico, che vi ha sostenuto attraverso deadline impossibili, maratone Netflix e sessioni di gaming in cui avete insultato dodicenni sconosciuti online.
Da grafico a tech support: un viaggio indesiderato
Permettetemi di raccontarvi la mia personale odissea. Posseggo uno Zenbook Duo dell’ASUS, quella roba fighissima con doppio schermo che quando lo tiri fuori al bar tutti pensano che sei un hacker di quelli che nei film entrano nei sistemi del Pentagono in 3 secondi netti.
Dopo qualche anno di onorata carriera, questo gioiellino ha cominciato a comportarsi come una vecchia Fiat Panda in salita: laggava come se fosse posseduto, la ventola girava più velocemente di una centrifuga impazzita, e Illustrator? Oh, Illustrator ha iniziato a muoversi alla velocità con cui mia nonna scorre Instagram.
Ho disattivato il rendering con la scheda video su Illustrator, e almeno per la grafica il mio fedele soldatino si è ripreso. Ma provate a guardare un video o – Madonna santa – a montarne uno, e il computer si trasformava in una fornace degna delle fonderie di Mordor.
La verità che Big Tech non vuole che tu sappia
Sapete qual era il problema? Una cosa talmente banale che mi vergogno quasi a dirla, ma che nessuna pubblicità Apple o tutorial YouTube vi dirà mai: bisogna pulirli dentro e cambiare la pasta termica. BAM! Problema risolto.
Sì, hai capito bene. Quel dispositivo ultrasottile per cui hai speso lo stipendio di tre mesi è praticamente come una carbonara: ha bisogno della giusta quantità di “pasta” per funzionare al meglio. Non quella trafilata al bronzo, ma quella termica – un materiale che conduce il calore e che si mette tra CPU e dissipatore per evitare che il tuo computer diventi un’ottima alternativa al tostapane.
Perché il tuo notebook sta morendo lentamente
La pasta termica è un po’ come il lubrificante delle parti intime del tuo computer (scusate la volgarità, ma dovevo rendere l’idea). Riempie le microscopiche imperfezioni tra CPU e dissipatore di calore, permettendo un trasferimento efficiente del calore generato. Senza di essa, è come tentare di raffreddare una padella bollente soffiandoci sopra con una cannuccia.
Col tempo questa pasta magica si secca, diventando inutile come un ombrello in un tornado. E indovinate un po’? Nessun manuale ve lo dirà mai, perché se lo sapeste, magari il vostro portatile durerebbe 8 anni invece di 3-4, e non dovreste comprarne uno nuovo proprio quando quelli nuovi costano il doppio di un rene sul mercato nero.
I segnali da non ignorare (ma che tu ignorerai comunque)
Come capire se il tuo computer ha bisogno di questa manovra salvavita? Ecco alcuni segnali:
- Si spegne random come un adolescente intrattabile. Quando il tuo PC si spegne da solo, non è perché sta meditando sulla vita – sta letteralmente soffocando dal calore.
- La ventola suona come un Boeing 747 in decollo. Se la gente attorno a te comincia a cercare l’aereo invisibile, è il momento di intervenire.
- Potresti cuocerci un uovo sopra. Se durante una videochiamata su Teams ti accorgi che potresti usare il tuo laptop come piastra per fare il brunch domenicale, c’è qualcosa che non va.
- Prestazioni da bradipo artritico. Quando anche aprire il blocco note diventa un’impresa degna dell’Everest, non è (solo) colpa di Windows Update.
Cosa fare se non sei Ironman
Ora, a meno che tu non sia Tony Stark e smonti reattori Arc prima di colazione, aprire un notebook moderno (specialmente quelli ultrasottili) è una sfida paragonabile a disinnescare una bomba bendati. Un cavo staccato per sbaglio e il tuo amato portatile diventa un costoso fermacarte.
Quindi, come fare?
1. Trova un centro assistenza serio
Non affidarti al cugino “smanettone” che una volta ha cambiato la RAM al PC del 2008. Cerca un centro specializzato, possibilmente uno con recensioni decenti e che non abbia “Aggiustiamo tutto noi” scritto con WordArt sulla vetrina.
Io per esempio mi sono affidato a un negozio di Palermo che fa della competenza il suo mantra, e che basa la propria comunicazione proprio sui danni fatti da altri centri assistenza nel trattare dispositivi delicati. Potevo letteralmente vedere il disprezzo nei loro occhi quando parlavano di certi “colleghi” – e questo mi ha dato fiducia.
2. Frequenza dell’intervento
Ogni quanto fare questa manutenzione? Gli esperti dicono ogni 3-5 anni, ma come tutte le stime temporali (tipo “arrivo tra 5 minuti” o “la pasta è quasi pronta”) è un’indicazione vaga che dipende da come usi il tuo PC. Se fai rendering 3D tutto il giorno o giochi a Cyberpunk 2077, potrebbe essere necessario farlo più spesso.
3. Non farti fregare sui tempi
Un centro serio non tiene il tuo computer in ostaggio per settimane. La sostituzione della pasta termica e la pulizia interna sono operazioni che, se fatte da professionisti, richiedono al massimo qualche ora. Se ti dicono “ci vorrà un mese”, stanno probabilmente usando il tuo portatile per minare Bitcoin nel retrobottega.
Mi è capitato di affidare il mio PC a un “prestigioso” negozio di Palermo che lo ha tenuto per tre settimane. Tre. Settimane. Il nostro notebook è come l’orto per un contadino, il forno per un pizzaiolo, o l’account Instagram per un influencer – è il nostro strumento di lavoro, non si scherza.
Conclusione: risparmia sul caffè, non sulla manutenzione
In definitiva, spendere 50-80 euro ogni 3-4 anni per far pulire e rimettere a nuovo il tuo portatile da 1200+ euro è un investimento intelligente quanto comprare un paio di mutande pulite prima di un primo appuntamento. È una di quelle spese che sembrano superflue finché non ne hai bisogno disperatamente.
E ricordate: il vostro povero notebook vi sopporta ogni giorno mentre lo riempite di file inutili, lo costringete a tenere aperte 47 schede di Chrome contemporaneamente, e lo chiudete senza spegnerlo come dei barbari. Dategli un po’ d’amore ogni tanto, se non altro per pietà.
P.S. Se questo articolo ti ha fatto realizzare che il tuo portatile sta ansimando come un sessantenne alla maratona di New York e non lo hai mai fatto pulire, tranquillo: sei solo l’ennesima vittima dell’obsolescenza programmata. Ti perdoniamo, ma il tuo notebook probabilmente no.

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