No, l’AI non ti ruberà il lavoro (ma la tua pigrizia sì)

Ok gente, mettetevi comodi perché oggi parliamo di quella cosa che vi tiene svegli la notte più di un caffè alle 23: “L’AI ci ruberà il lavoro?”, “Il design UX sta morendo?”, “Dovevo dare retta a mia madre e fare il commercialista?”

I Numeri Non Mentono (A Differenza del Tuo PM)

Prima di tutto, facciamo quella cosa che ogni designer dovrebbe fare ma che nessuno fa mai: guardare i dati veri. Non le cazzate che leggi su LinkedIn, i VERI numeri.

Il Market Research Intellect dice che il mercato UX crescerà come il lievito madre durante il lockdown. L’U.S. Bureau of Labor Statistics prevede una crescita del 23% nei prossimi anni. Sapete cosa significa? Che c’è più futuro nel design UX che nella carriera di un influencer su BeReal.

“Ma Gli Strumenti Automatici Ci Sostituiranno!”

Ah sì, come quando dicevano che i template di WordPress avrebbero ucciso il web design. O quando Material Design doveva essere la fine dei designer UI. Come è andata a finire? Siamo ancora qui, e Google sta ancora cercando disperatamente di capire come fare un’interfaccia decente per Gmail.

È come quando è uscita la macchina del pane: tutti pensavano che i panettieri sarebbero scomparsi. Spoiler: il pane buono lo fa ancora il panettiere, la macchina del pane fa solo mattoni commestibili.

L’AI Non È il Tuo Problema (La Tua Pigrizia Sì)

Sentite, ve lo dico da uno che usa l’AI quotidianamente: siamo ancora lontani anni luce da un’AI che possa replicare quello che fa un vero UX designer. E sapete perché?

Perché il design UX non è solo “fai un bottone carino”. È:

  • Capire perché l’utente sta bestemmiando davanti al tuo form
  • Convincere il PM che no, non possiamo mettere 47 call-to-action nella stessa pagina
  • Mediare tra il team tech che vuole fare tutto in Angular e il marketing che vuole tutto che brilla
  • Fare ricerca utente anche quando il budget è più basso del tuo primo stipendio

Le Vere Sfide (Spoiler: Non È l’AI)

Ok, parliamoci chiaro: il settore ha dei problemi. C’è più gente che vuole fare UX design di quanta ne voglia guardare l’ultima stagione di Black Mirror. I layoff tech hanno fatto più vittime di un film di Tarantino. Ma sapete qual è la verità?

Il problema non sono gli strumenti automatici. Il problema è che molti “designer” pensano che UX significhi fare schermate carine su Figma e mettere tutto su Dribbble con un bel gradiente sfocato.

Come Sopravvivere (E Prosperare) in Questo Casino

Il futuro non è dei designer che sanno solo fare wireframe fighi. È di quelli che:

  • Capiscono che il business non è una parolaccia
  • Fanno ricerca vera (no, chiedere a tua mamma non conta come user testing)
  • Usano l’AI come uno strumento, non come una scusa per essere pigri
  • Risolvono problemi veri invece di inventarseli

La Verità Scomoda

Il design UX non sta morendo. Sta solo crescendo e, come tutti i processi di crescita, fa un po’ male. È come quando ti dicevano “la febbre è crescita” – fa schifo mentre la vivi, ma alla fine ne esci più forte.

Il futuro non è nella capacità di fare la sfumatura perfetta su Figma (l’AI lo fa già meglio di te, ammettiamolo). È nella capacità di pensare, di risolvere problemi, di capire le persone. E fidatevi, l’AI è ancora più incapace di capire gli esseri umani di un PM il lunedì mattina.

P.S. Se questo articolo vi ha fatto sentire attaccati personalmente, forse è il momento di chiudere Dribbble e aprire un libro di psicologia cognitiva. O almeno smettere di mettere gradienti su tutto. Sul serio, basta gradienti.

Autore:

/

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *